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Il comune di Villa San Secondo appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Asti

Storia

La villa nova fortificata, costruita a mezzo miglio a nord del centro di Cossombrato, prese il nome di Villa Nova Sancti Secundi poiché a questo santo, patrono di Asti, era dedicata l'antica pieve ivi esistente. Col tempo, l'attributo nova scomparve. Gli Stauti comunali, confermati dal marchese di Monferrato, datano dal 1312 e su di essi il Comune si resse per quattro secoli.

Affrancatosi fin dalle origini dalle mire del vescovo e del Comune di Asti il comune, sotto la protezione dei marchesi del Monferrato, godette di ampie autonomie e immunità. I Gonzaga, divenuti duchi del Monferrato, eressero Villa San Secondo in feudo comitale. Dalla fine del Cinquecento all'inizio del Settecento si awicendarono, nel possesso del feudo, il conte Tullio Petrozanno, mantovano, i conti Pendasio, il marchese senese Orazio Ballati Nerli, che nel 1676 vendette il feudo al cognato Antonio Rossi, per poi riprenderlo successivamente e rivenderlo nel 1690 al casa lese conte Ettore Vaccarone. Con i trattati di Utrecht e di Rastadt del 1713/1714 il Comune passò, con tutto il Monferrato, sotto i domini sabaudi. A parte le depredazioni e le angherie, con relative alloggiate patite a causa delle soldatesche che per secoli misurarono in lungo in largo le terre del Monferrato e le restrizioni delle primitive libertà che si verificarono nel Seicento, il Comune - grazie anche alla sua collocazione periferica e decentrata - ebbe sorte migliore di altri centri meno fortunati, fatta eccezione per la 'grande peste' del 1630/31 che anche qui falcidiò la popolazione.

La fortificata, costruita a mezzo miglio a nord del centro di Cossombrato, prese il nome di poiché a questo santo, patrono di Asti, era dedicata l'antica pieve ivi esistente. Col tempo, l'attributo scomparve. Gli Stauti comunali, confermati dal marchese di Monferrato, datano dal 1312 e su di essi il Comune si resse per quattro secoli.

Ma quasi subito il nuovo organismo si pose sotto la protezione dei marchesi di Monferrato, mentre contemporanemente Asti cessava di essere libero Comune. Mettendosi sotto il manto marchionale, la villanova si tutelava da pretese e minacce di altri potentati (Savoia, Angioini, vicari imperiali) e anche dagli ex Signori (vescovo e De Cossombrato).
Così Villa San Secondo costituì fino all' inizio del Settecento un' 'enclave' a sud del torrente Versa, che allora segnava il confine il confine tra il marchesato di Monferrato e il ducato di Savoia. Non si trattò di una dedizione formale.
La mano dei marchesi (Paleologi) dovette essere molto leggera, non pretendendo ne dazi, ne gabelle ne truppe.
Ma non assicurò neppure al nuovo comune alcuna copertura finanziaria quando il paese si trovò implicato per mezzo secolo in debito colossale a causa di subite manovre usurarie.Estinta la dinastia dei Paleologi, il marchesato di Monferrato nel 1559 passò sotto il dominio dei Gonzaga, duchi di Mantova. Villa San Secondo ne seguì il destino.
E quando nel 1594 il duca Vincenzo I operò anche per questo comune il cosiddetto 'incanto' del Monferrato, esso ritornò feudo comitale. Per due secoli si avvicendarono nel possesso del feudo il mantovano conte Tullio Petrozanno, i conti Pendasio, il marchese senese Orazio Ballati Nerli, che nel 1676 vendette il feudo al cognato Antonio Rossi, per poi riprenderlo successivamente e rivenderlo nel 1690 al conte Ettore Vaccarone.
Con i trattati di Utrecht e di Rastadt (1713-14) il comune villese passò, con tutto il Monferrato, sotto il dominio sabaudo.
Nel 1759, finita la dinastia dei Vaccaroni, fu annesso alla,Regia Camera sabauda e venduto dal Senato di Torino al conte Rinaldo Bonaudo con il quale il feudo finì.
A parte le depredazioni e le angherie, con relativi forzati alloggiamenti di truppe che per secoli misurarono in lungo e in largo le terre del Monferrato, se si ecc tuano le restrizioni delle primitive libertà che si verificarono nel Seicento, il Comune - grazie anche alla sua collocazione periferica - ebbe sorti migliori di altri centri.
Fece eccezione la grande peste del 1630-31 che anche qui falcidiò la popolazione e diede origine a un pubblico solenne voto, che viene ogni anno commemo to il giorno 8 di ottobre.
Negli ultimi due secoli il paese seguì nel bene e nel male le sorti del Regno di Sardegna prima, e poi del Regno e della Repubblica d' Italia.
Oggi Villa San Secondo fa parte con altri 12 Comuni della Comunità Collinare di Val Rilate.